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Conoscere la cellulite per prevenirla e contrastarla

Cellulite: conoscerla e contrastarla

Capire le cause e le caratteristiche della cellulite aiuta ad adottare comportamenti in grado di prevenirla e contrastarla.

“Se la conosci, la eviti”. È così che si dice no? Chissà se vale anche per la cellulite, quel fastidioso inestetismo che può colpire in maniera assolutamente democratica tutte le donne: alte o basse, magre o in sovrappeso, sportive e non.

Iniziamo a chiamarla con il suo nome scientifico: Pannicolopatia Edemato Fibro-Sclerotica, molto più comodamente abbreviabile con l’acronimo PEFS.
Analizziamo il termine:

1. Pannicolopatia: ovvero qualcosa che interessa il pannicolo adiposo;
2. Edemato: sembra avere a che fare con gli edemi, che altro non sono che ristagni di liquidi,
3. Fibro-Sclerotica: coinvolgerà le fibre del tessuto connettivo? Ad esempio le fibre collagene?

Più o meno ci siamo.
La cellulite è un inestetismo causato da una serie di fattori. Inizialmente c’è una predisposizione genetica, poi entrano in gioco le variazioni ormonali (uno dei motivi per i quali le donne sono più colpite) ed eventuali squilibri nella microcircolazione venosa e linfatica, responsabili del ristagno dei liquidi nei tessuti.

Quello che accade a un certo punto, come risultato dell’azione dei fattori sopra citati, è una degenerazione degli adipociti, che sono per l’appunto le cellule del tessuto adiposo sottocutaneo. Gli adipociti si gonfiano, scoppiano e rilasciano il grasso nel tessuto circostante; le fibre collagene del tessuto connettivo si ispessiscono, (creano quella che è chiamata fibrosi) e vanno ad inglobare adipociti degenerati formando noduli.

Il risultato? La caratteristica “buccia d’arancia” tipica della cellulite. Può essere più o meno evidente a seconda dello stadio della cellulite stessa, ma è il classico inestetismo cutaneo caratterizzato da pelle con buchini e avvallamenti, simile per l’appunto ad una buccia d’arancia.

La cellulite e i setti fibrosi

Per conoscere ancora meglio la cellulite, spiegare la buccia d’arancia e soprattutto capire perché le donne sono più colpite rispetto agli uomini, andiamo a spiegare cosa sono i cosiddetti “setti fibrosi retraenti”.

Immaginiamo il tessuto sottocutaneo suddiviso in comparti delimitati da fasci di fibre più o meno perpendicolari alla cute. Abbiamo visto che una delle alterazioni dei tessuti che causano la cellulite è per l’appunto l’ispessimento delle fibre collagene del tessuto connettivo.

Ora pensiamo a questo: le fibre ispessite sono meno elastiche e più corte. Questo provoca una compressione sul grasso presente tra i tralci in questione, causando una erniazione verso l’alto del grasso stesso. Quando gli adipociti scoppiano e rilasciano il loro contenuto, costituito quasi interamente da lipidi, nello tessuto circostante, esso si trova compresso tra due tralci di fibre di tessuto fibroso, che tendono a “tirare” verso il basso, causando di conseguenza una erniazione del tessuto verso l’alto. Da un punto di vista estetico, questo porta ad un avvallamento, quello del setto retraente, e ad una sporgenza del grasso protrudente, che è la caratteristica tipica della buccia d’arancia, o della cute a materasso nei casi più gravi.

Ora: perché le donne sono più colpite rispetto agli uomini? Abbiamo visto che un po’ c’entrano la genetica e gli ormoni, ma il problema sta anche nella conformazione dei setti fibrosi.
Nelle donne essi sono posizionati perpendicolarmente alla cute, mentre negli uomini sono angolati di circa 45 gradi. Questo fa sì che l’effetto “buccia d’arancia” che abbiamo spiegato sopra, negli uomini diventa quasi impercettibile, mentre nelle donne è particolarmente evidente.

Cellfina®: il trattamento a lungo termine che agisce sui setti fibrosi

Cellfina® è un trattamento medico estetico sviluppato da Merz Aesthetics, e approvato dal FDA, per il miglioramento a lungo termine dell’aspetto estetico della cellulite.

Il trattamento si esegue in un’unica seduta, non è doloroso né invasivo. Non richiede convalescenza: al termine della seduta vengono generalmente applicati un leggero bendaggio ed una guaina elastica, la paziente può alzarsi e tornare immediatamente a casa o a svolgere le normali attività.

Il trattamento agisce proprio sui setti fibrosi retraenti in maniera estremamente precisa. Cellfina® utilizza infatti un sistema di subcision® guidata e recide i setti fibrosi retraenti in maniera puntuale e selettiva, senza intaccare i tessuti sani, lavorando ad una profondità prestabilita.

Recisi i setti fibrosi, si ottiene il rilascio della pelle che torna ad essere più liscia e omogenea. Il risultato del trattamento Cellfina® è di lunga durata. Il 93% delle donne si ritiene ancora soddisfatta dopo 3 anni.