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Combattere la cellulite: quanto è importante l’idratazione?

Cellulite e idratazione

Per combattere la cellulite è veramente importante bere tantissima acqua? La risposta è sì, l’idratazione è importante, ma non solo. Quello che bisogna considerare è più l’equilibrio tra sodio e acqua.

La cellulite è un inestetismo molto comune, che colpisce prevalentemente le donne. Non è strettamente legato alla forma fisica, perché colpisce sia donne in sovrappeso che donne magre. Ovviamente l’eccesso ponderale  lo peggiora, per cui è sempre meglio mantenersi in forma. Ma se parliamo di cellulite, possiamo tranquillamente affermare che come inestetismo colpisce un po’ tutte.

L’unica distinzione che fa è quella tra i due sessi, perché le donne sono più predisposte rispetto agli uomini. I motivi sono legati principalmente alle differenze ormonali e alla diversa struttura e distribuzione del tessuto adiposo tra uomo e donna.

Tra le cause ormonali della cellulite troviamo proprio gli estrogeni e il progesterone, i due ormoni femminili che favoriscono la ritenzione idrica e l’accumulo di tessuto adiposo su fianchi e cosce. Il grasso che si accumula in queste zone è inizialmente di tipo superficiale, infatti parliamo di pannicolo adiposo sottocutaneo. 
A differenza del grasso viscerale, che tende ad accumularsi di più nella zona addominale, il tessuto adiposo sottocutaneo è meno pericoloso per la salute, ma sicuramente più visibile dal punto di vista estetico.

L’altra differenza che favorisce lo sviluppo dell’inestetismo nella donna e meno nell’uomo è la diversa disposizione dei cosiddetti setti fibrosi, che altro non sono che fasci di tessuto connettivo che tendono ad ispessirsi in una situazione infiammatoria, come può essere quella che caratterizza la formazione di cellulite. 

Se andiamo ad indagare sulle cause della cellulite troveremo, oltre a quelle ormonali, problemi nella microcircolazione sanguigna e linfatica, e anche una predisposizione genetica.
Se i liquidi non vengono drenati efficacemente dal microcircolo infatti, tendono ad accumularsi nei tessuti, insieme alle tossine derivanti dal normale metabolismo cellulare. Questa situazione è la cosiddetta “ritenzione idrica” che non è sinonimo di cellulite, come spesso si tende erroneamente a pensare, ma è una condizione che sicuramente predispone alla formazione della stessa.

Cellulite e ritenzione idrica: quali sono le differenze

La cellulite o PEFS (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica) è una condizione caratterizzata da alterazioni del tessuto connettivo e del pannicolo adiposo sottocutaneo. Si manifesta con un inestetismo della pelle, la tipica “buccia d’arancia”, che si presenta con noduli e buchini più o meno evidenti che fanno sembrare la pelle, per l’appunto, simile ad una buccia di arancia. 

L’inestetismo della pelle si forma perché le cellule adipose, per quella serie di motivi descritti in precedenza, degenerano fino letteralmente a scoppiare, riversando i grassi contenuti in esse nel tessuto circostante. Questo si trova compresso tra due setti fibrosi successivi e tende ad erniare verso l’esterno, mentre i setti fibrosi “tirano” la cute verso la direzione opposta. Si formano così dei piccoli avvallamenti, che insieme danno alla pelle il tipico aspetto a buccia d’arancia.

La ritenzione idrica è invece una condizione caratterizzata da un accumulo di liquidi e tossine nei tessuti. Può essere considerata sia una condizione che predispone a cellulite, sia il primo stadio dell’inestetismo, quando la buccia d’arancia si vede solo stringendo il tessuto cutaneo tra le dita. 
Le cause possono essere le stesse della cellulite, ma in questo caso hanno particolare anche alimentazione, idratazione e attività fisica. Il segreto per contrastarla è quello di favorire il drenaggio e lo smaltimento di liquidi e tossine.

Come favorire un corretto drenaggio dei liquidi

Per aiutare l’organismo a non accumulare liquidi e tossine non basta solo bere moltissima acqua, ma è importante considerare anche l’equilibrio idrosalino (acqua/sodio) e mantenere la corretta efficienza del sistema microcircolatorio.

La quantità di acqua corporea è regolata nell’organismo a due livelli:

  1. sistema nervoso centrale, dove si trova il “centro della sete” e da dove dovrebbe arrivare lo stimolo a bere;
  2. sistema renale, che con un preciso meccanismo di filtrazione mantiene l’equilibrio idrosalino intervenendo nella regolazione del bilancio idrico.

Bere molto è sicuramente una buona abitudine per favorire l’eliminazione di liquidi e tossine. Le quantità consigliate sono in genere da un litro e mezzo a due litri di acqua al giorno. L’acqua si può assumere anche sotto forma di tisane e infusi, che in inverno possono essere anche più gradevoli, purché non zuccherati.

Un altro ruolo importante è svolto dalla dietaPer contrastare la ritenzione idrica è consigliabile:

  • mettere in tavola frutta e verdura, alimenti naturalmente ricchi di acqua e fibre, che aiutano a depurare l’organismo;
  • controllare l’apporto di sodio, limitando l’utilizzo sia di sale da cucina, sia di alimenti ricchi di sale (ad esempio formaggi stagionati, affettati, salumi, alimenti conservati in scatola e pietanze già pronte);
  • consumare alimenti ricchi di antiossidanti, in particolare di antocianine, perché rinforzano le pareti dei capillari sanguigni migliorando la microcircolazione. Le antocianine sono contenute principalmente nei frutti rossi: mirtilli, uva rossa, lamponi, fragole, ribes nero, more e simili.

L’attività fisica è invece indicata perché favorisce sempre il miglioramento del microcircolo. La camminata aiuta in particolare la circolazione venosa a livello degli arti inferiori, perché i muscoli creano nelle vene un movimento che spinge il sangue dal basso verso l’alto. La camminata a passo veloce è infatti una delle attività più indicate per contrastare ritenzione idrica e cellulite.

Cellfina®: trattamento per il miglioramento a lungo termine della cellulite

Cellfina® Treatment è un protocollo medico approvato FDA per il trattamento medico-estetico della cellulite su cosce e glutei. Il trattamento si basa su una procedura che prevede la recisione precisa e controllata dei setti fibrosi retraenti che causano l’effetto “a buccia d’arancia”, ottenendo il rilascio della cute e rendendo più omogenea e compatta la superficie della pelle.

Il protocollo prevede una sola seduta e garantisce risultati scientificamente provati di almeno di 5 anni, così come confermato dal 93% delle pazienti che si sono sottoposte al trattamento.

La procedura è ambulatoriale e minimamente invasiva. Efficacia e sicurezza sono garantite FDA. Può essere eseguita solo in centri qualificati e da medici certificati.