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Cellulite e sedentarietà: via la “buccia d’arancia” con una corretta alimentazione

sedentarietà, cellulite e alimentazione

La cellulite, definita clinicamente con l’acronimo PEFS (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica) è una condizione infiammatoria del tessuto connettivo e del pannicolo adiposo sottocutaneo, le cui cause principali sono di natura genetica, ormonale e vascolare. A peggiorare queste cause, si aggiunge certamente una alimentazione scorretta e la sedentarietà che non fanno altro che peggiorare l’inestetismo.

Gli ormoni maggiormente implicati nel processo di formazione della cellulite sono gli estrogeni (ormoni sessuali femminili). Questi ormoni promuovono l’accumulo di tessuto adiposo e la ritenzione dei liquidi nei tessuti, condizione comunemente definita ritenzione idrica. Non a caso, nel periodo che precede il ciclo mestruale, le donne riferiscono di sentirsi più “gonfie” e aumentano di peso: il motivo è proprio quest’accumulo di liquidi nei tessuti, che non riescono ad essere efficacemente drenati.

A questo si possono associare anche delle cause vascolari, che consistono prevalentemente in alterazioni nella microcircolazione venosa e linfatica, che possono essere di natura genetica, ma anche dovute al tipo di vita che si conduce, troppo in piedi o troppo seduta. La ritenzione idrica, cioè il ristagno di liquidi e tossine nel tessuto sottocutaneo determina la presenza di una situazione infiammatoria, che a sua volta favorisce la degenerazione degli adipociti del pannicolo adiposo sottocutaneo, i quali tendono a gonfiarsi come una spugna. Gli adipociti così gonfi vanno in contro a delle degenerazioni determinando una infiammazione del tessuto connettivo circostante, che si ispessisce e si organizza e determina una retroazione dei setti fibrosi. Tali setti sono conosciuti anche come setti fibrosi retraenti, perché tendono a tirare il tessuto cutaneo verso il basso. Nello spazio compreso tra due setti fibrosi successivi troviamo “compresso” il grasso.

Questo spiega come si formano i buchini e gli avvallamenti che caratterizzano la fastidiosa “buccia d’arancia”, tipico inestetismo della cellulite: il grasso si trova compresso tra due setti fibrosi successivi e tende a erniare verso l’alto, mentre i setti fibrosi retraenti a tirare la cute verso il basso.

Cellulite: quali sono i fattori che favoriscono la “buccia d’arancia”

Ferme restando le cause, esistono una serie di fattori, che possono favorire la permanenza dell’inestetismo nel tessuto e la sua progressiva evoluzione in forme sempre più difficilmente trattabili.

Si distinguono 4 stadi della cellulite:

  • Cellulite edematosa: è la più trattabile, il tessuto presenta quasi esclusivamente ritenzione idrica, i setti non sono ancora retraenti;
  • Cellulite fibrosa: la buccia d’arancia incomincia a essere evidente, si iniziano a formare piccoli noduli al tatto, ma l’inestetismo è ancora ben trattabile;
  • Cellulite sclerotica molle: si vedono sia la buccia d’arancia che i noduli, che sono un po’ dolenti al tatto. La trattabilità peggiora, la pelle tende ad essere meno elastica e la situazione non è completamente reversibile;
  • Cellulite sclerotica: il tessuto assume la cosiddetta forma “a materasso”, caratterizzata da noduli e avvallamenti. È molto difficile che l’inestetismo si possa risolvere completamente.

Essendo quindi una condizione che può progressivamente peggiorare, è molto importate agire sulla cellulite più precocemente possibile, eliminando in primis tutti quei fattori che ne favoriscono sia la comparsa che la permanenza nel tessuto.

I fattori che facilitano la formazione della “buccia d’arancia” sono principalmente alimentazione scorretta e sedentarietà, accompagnate da ansia e stress, stile di vita sregolato e abitudine al fumo.

In questo periodo, nel quale siamo stati tutti in “quarantena” a casa, abbiamo potuto sperimentare quanto la mancanza di movimento possa influire sulle nostre vite. Mettiamoci anche che per far passare il tempo ci siamo divertiti in cucina con ricette – beh, non proprio sane e ipocaloriche, ammettiamolo – abbiamo avuto ben poche possibilità per smaltire i cuscinetti di grasso, così come abbiamo pensato veramente poco alla nostra cellulite.

Cellulite, sedentarietà e quarantena: l’alimentazione corretta per contrastare la “buccia d’arancia”

Abbiamo appena detto che i fattori che possono favorire la cellulite sono stress, sedentarietà, alimentazione scorretta e abitudine al fumo.

Lasciamo da parte il fumo, partiamo dal presupposto che non siamo fumatori. Ma in questo periodo di quarantena sicuramente tutti gli altri fattori – stress, sedentarietà ed alimentazione scorretta –  di sicuro non sono mancati.

Ma dato che in ogni caso vedersi belle allo specchio è sempre positivo per l’umore, e che nonostante tutto il caldo arriverà quindi la cellulite la rivedremo, anche se purtroppo la nostra vita è inevitabilmente più sedentaria, possiamo sfruttare il tempo per dedicarci a cucinare quei cibi che normalmente non consumiamo per mancanza di tempo.

Non parliamo di pane, pizze e biscotti, ma piuttosto di frutta, verdura e legumi. Generalmente abbiamo sempre una scusa per non consumare questi alimenti. La frutta, perché non sono a casa e quindi non so dove lavarla né sbucciarla; la verdura perché quando torno a casa da lavoro non ho tempo di lavarla, pulirla e cucinarla; i legumi, perché non ho tempo di metterli in ammollo ed aspettare i lunghi tempi di cottura. Ecco, adesso questo tempo lo abbiamo e possiamo organizzarci al meglio, cercando poi di mantenere le abitudini anche una volta passato questo periodo.

Per contrastare la cellulite non sono tante le regole da seguire. Possiamo riassumerle in 3 punti:

  1. Bere acqua, almeno un litro e mezzo al giorno. Siamo a casa, se non riusciamo a bere acqua possiamo fare delle tisane calde, l’importante è che non siano zuccherate. L’acqua aiuta ad eliminare i liquidi che ristagnano nei tessuti.
  2. No agli zuccheri semplici e raffinati e ai grassi saturi, sì invece a frutta, verdura, cibi integrali e legumi. Possiamo organizzare i nostri pasti con zuppe di legumi e cereali, pasta e riso integrali, verdure fresche crude o cotte (purché di stagione), carni bianche e pesce. Un abbondante contorno di verdura dovrebbe essere presente sia a pranzo che a cena, mentre la frutta può essere consumata i due spuntini durante il giorno. Evitare invece carni grasse e latticini grassi, mentre può essere utile lo yogurt, che insieme alle vitamine contenute in frutta e verdura aiuta anche a rinforzare le difese immunitarie.
  3. Evitare i cibi pronti, perché sono più ricchi di sale. Prendiamoci il tempo per cucinare correttamente i cibi, cercando di utilizzare per condire meno sale e più aromi e spezie (rosmarino, origano, zenzero, ecc.).

Se poi non riusciamo ad eliminare la “buccia d’arancia”, ci viene incontro la medicina estetica, con trattamenti efficaci e allo stesso tempo mini invasivi.

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