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Cellulite: come trattare la “buccia d’arancia” in medicina estetica

Ginevra-Migliori

A cura della Dott.ssa Ginevra Migliori, Specialista in Chirurgia plastica, Chirurgia estetica, Medicina estetica.

 

La cellulite è un inestetismo estremamente diffuso, in particolare tra le donne. Si stima che più del 90% degli individui di sesso femminile si sia trovato a combattere con la cosiddetta “pelle a buccia d’arancia” almeno una volta nel corso della vita.
Questo perché purtroppo la cellulite non fa sconti: è spesso associata ai chili in eccesso; in realtà può colpire le donne in sovrappeso ma anche le più magre e le sportive che sono in perfetta forma fisica.

Cellulite, cos’è e perché colpisce soprattutto le donne

Il termine scientifico con il quale si descrive la cellulite è PEFS, acronimo che sta per Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica. Analizziamo questi termini ad uno ad uno per capire bene di cosa si tratta.

Prima di tutto la cellulite è una “Pannicolopatia”, ovvero una condizione caratterizzata da alterazioni a carico del pannicolo adiposo sottocutaneo. “Edemato” sta ad indicare la concomitante presenza di edemi, ossia di ristagni di liquidi e tossine nei tessuti; mentre “Fibro Sclerotica” descrive le alterazioni a carico del tessuto connettivo, dove le fibre collagene si ispessiscono andando a inglobare adipociti degenerati e formando noduli, che contribuiscono a dare alla pelle il tipico l’aspetto a “buccia d’arancia”.

Le cause della cellulite sono molteplici e comprendono sia quelli più strettamente legati alla genetica sia quelli legati all’ambiente e allo stile di vita.

Riguardo alla predisposizione genetica, essa è dovuta principalmente a una iperattività ormonale, accompagnata da una cattiva circolazione e una fragilità capillare.
La causa principale dell’insorgenza della cellulite è infatti da ricercare proprio negli ormoni femminili. Non a caso questo inestetismo colpisce maggiormente il sesso femminile e si manifesta prevalentemente nelle donne in età fertile, rispetto a quelle in menopausa.

Gli alti livelli di estrogeni presenti nel loro organismo favoriscono la ritenzione idrica, condizione caratterizzata da un accumulo di liquidi e tossine nei tessuti, che sfocia nella formazione di edemi (e da qui il temine “Edemato”).
La presenza di ritenzione idrica e il conseguente drenaggio insufficiente di liquidi e tossine può creare nel tessuto delle micro-infiammazioni, che contribuiscono ad alterare gli adipociti. Questa processo può essere ulteriormente alimentato dalla fragilità capillare e dalla cattiva circolazione.

Una volta che sono stati colpiti dall’infiammazione, gli adipociti del pannicolo adiposo sottocutaneo si gonfiano fino a scoppiare e riversano il loro contenuto nell’ambiente circostante. Nello stesso tempo e sempre a causa del processo infiammatorio, vengono alterate le fibre di tessuto connettivo normalmente presenti all’interno del pannicolo adiposo sottocutaneo, nel senso che diventano “fibro-sclerotiche”, cioè più spesse e fibrose. Poiché questi setti fibrosi anche in condizioni di normalità sono orientati perpendicolarmente alla pelle, nel momento in cui diventano fibrosi e formano una sorta di “aderenza”, fanno retrarre la pelle, cioè la tirano in basso. Questo fenomeno, unito al fatto che il grasso tende invece a erniare e a protrudere verso l’alto, porta alla comparsa di quegli avvallamenti che sono tipici della “buccia d’arancia”. La cute non è più liscia e appare simile alla buccia dell’agrume.

La particolare disposizione anatomica dei setti fibrosi nel sesso femminile spiega un altro dei motivi per i quali le donne sono più colpite: essi sono disposti perpendicolari alla cute nel sesso femminile, mentre sono inclinati di 45 gradi nel sesso maschile; è questo che evita la formazione della “buccia d’arancia”.

Le aree maggiormente colpite dalla cellulite sono addome, cosce, fianchi e glutei. Nelle persone magre spesso essa si evidenzia come veri e propri cuscinetti costituiti da liquidi accumulati e grasso, che sporgono prevalentemente a livello dei fianchi, sembrando simili alle bisacce che si mettono ai lati della sella del cavallo o della bici. Per questo prendono il nome di “culotte de cheval”.

La cellulite: i fattori legati ad alimentazione e stile di vita

Oltre alle cause legate più strettamente alla genetica, agli ormoni e alla circolazione, anche l’alimentazione e lo stile di vita sono stati identificati come fattori che favoriscono l’insorgenza della cellulite.

La sedentarietà, ad esempio, è la migliore amica della cellulite ma attenzione! È sconsigliato anche fare un’attività fisica troppo ad alta intensità o che provochi una sollecitazione eccessiva delle articolazioni.
L’attività fisica ideale per contrastare la cellulite è quella di tipo aerobico a bassa intensità: camminata a passo sostenuto, fitness aerobico, nuoto ed altre attività in acqua quali acquagym o hydrobike.
Se non si ha la necessità di perdere peso vanno benissimo anche attività come yoga e pilates, che permettono di tonificare il muscolo, di aumentare il metabolismo e di bruciare grassi ma non creano uno stress eccessivo a fisico e articolazioni.

Ci sono poi comportamenti scorretti quali il fumo di sigaretta o quant’altro incrementi la produzione dell’organismo di radicali liberi. Queste molecole sono altamente reattive, aumentano i livelli di stress ossidativo nell’organismo e favoriscono l’instaurarsi di processi microinfiammatori che di certo non aiutano la lotta contro la cellulite.

L’alimentazione gioca invece un ruolo fondamentale sia nel mantenimento del peso corporeo e sia nel contrastare la ritenzione idrica. È importante mantenersi nel range del normopeso, e mantenere una composizione corporea adeguata cercando di tonificare il tessuto muscolare.

Per combattere la ritenzione idrica è fondamentale bere molta acqua e limitare l’assunzione di sale, sia come condimento del cibo che come conservante naturalmente presente in alcuni alimenti, quali affettati e salumi in primis, ma anche molti prodotti in scatola conservati.
Per lo stesso motivo bisognerebbe limitare anche alcuni prodotti da forno particolarmente salati (cracker, grissini, ecc.) e cibi già pronti, che normalmente sono molto sapidi.

Non fanno bene alla lotta contro l’effetto “buccia d’arancia” nemmeno gli zuccheri raffinati, per cui attenzione ai dolci, in particolare quelli con molto zucchero e preparati con farine bianche.
Arriviamo finalmente ai cibi consigliati che dovrebbero essere presenti nell’alimentazione giornaliera: cereali in chicco, legumi, carni bianche, pesce, insieme a frutta e verdura di stagione.

Detto questo vediamo come la medicina estetica può aiutarci a combattere questo fastidioso inestetismo.

Trattamento a lungo termine della cellulite: il metodo Cellfina®

La cellulite e il fastidiosissimo effetto a buccia d’arancia sono inestetismi che possiamo risolvere grazie ad una tecnologia innovativa ed efficace che si chiama Cellfina®. Cellfina® è un medical device sviluppato da Merz e approvato dall’FDA, il rigido ente di controllo americano, per il miglioramento a lungo termine dell’aspetto estetico della cellulite.

Va ad agire specificatamente su quanto causa la formazione della “buccia d’arancia”, ossia sui setti fibrosi. Tramite la tecnica della subcision® guidata, Cellfina® permette di recidere in maniera precisa e controllata i setti fibrosi: così facendo si ottiene la distensione della pelle, che torna ad essere liscia e omogenea.

Cellfina® si è dimostrata una metodica sicura e dai risultati riproducibili. Il trattamento è comodamente eseguibile in ambulatorio: dopo aver allestito un campo sterile, si infiltra un anestetico locale e si procede alla recisione dei setti con un apposito manipolo dotato di una sottilissima micro-lama. La seduta non è dolorosa e non sono necessari punti di sutura. Dopo aver applicato un leggero bendaggio ed una calza elastica si può tornare immediatamente a svolgere le normali attività.

Il trattamento Cellfina® si può eseguire solo in centri medici certificati.